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Abbiamo già avuto modo di lavorare sull’interessante argomento del curriculum vitae, cioè quel pezzo di carta che è un prezioso alleato per chi cerca lavoro. Un tema specifico che invece non abbiamo ancora affrontato è quello della lettera di accompagnamento del curriculum.

Alcuni sono convinti che non valga la pena investire troppo tempo nella stesura di una lettera di accompagnamento. Siamo d’accordo. Non dovrebbero essere necessari, infatti, più di venti minuti di attenta riflessione. Il problema è sapere che cosa dire. Ecco alcune indicazioni che abbiamo sviluppato nella nostra attività di ricerca e selezione del Personale.

La maggior parte delle lettere di accompagnamento sono uno spreco di carta. Le persone finiscono con il ricadere in una sorta di “cliché” burocratico, utilizzando frasi come “con riferimento alla Vostra inserzione...”. A volte si pecca per eccessiva astrattezza: “Sono molto motivato a lavorare in un contesto internazionale dove possa utilizzare le mie capacità...;” “Ho delle spiccate attitudini al lavoro di gruppo...”. Tutto ciò finisce per far risultare tutti molto, molto simili, quasi indistinti.
Non ci meravigliamo se molti selezionatori ammettono candidamente di gettare le lettere ricevute direttamente nel cestino!

L’esperienza ha insegnato loro che i candidati riempiono le lettere di accompagnamento di parole vuote, senza nessuna informazione interessante sulla propria personalità.
E cinicamente possiamo sostenere che di per sé questa assenza di informazioni non depone a favore della personalità del candidato.

Naturalmente le lettere di accompagnamento sono trattate in maniera diversa da differenti addetti alla selezione. Alcuni di essi dedicano infatti molto più tempo ad esaminarle, in cerca di indizi rivelatori della personalità e della motivazione del candidato. Alcuni utilizzano addirittura dei grafologi.
Il problema è che voi non saprete mai che tipo di persona leggerà la vostra lettera. Che fine farà la lettera di accompagnamento? Sotto i riflettori o sotto la tazzina di caffè? Quanto è importante per il vostro interlocutore “a distanza”? Nel dubbio, usate tutte le cautele per non rimanere delusi.

Inoltre la lettera di accompagnamento costituisce un’opportunità per influenzare il selezionatore.
E’ una possibilità per dire qualche cosa che non avete avuto modo di esprimere nel vostro CV, ma che potrebbe fare la differenza per farvi ottenere un colloquio. Qualora poi il vostro curriculum sia breve, l’esperto di selezione può acquisire qualche informazione su di voi e sul vostro potenziale grazie alla lettera di accompagnamento.

Prendersi cura della lettera di accompagnamento significa prendersi cura della relazione che volete instaurare con l’azienda. Questo è un messaggio positivo per il selezionatore. Al contrario, un testo anonimo, dal formato standardizzato, dice forte è chiaro: “Sto sparando nel mucchio. Non mi interessa realmente chi mi assume, poiché tutte le aziende sono uguali. Sono un mezzo per raggiungere il mio fine.” Con dei messaggi sottesi di questo genere, siete sicuri di ottenere dei colloqui solamente in aziende dominate da atteggiamenti cinici e strumentali.

Speriamo di avervi convinto dell’importanza di una lettera di accompagnamento. Una lettera ben scritta, personalizzata aumenta le vostre possibilità di entrare in contatto con un contesto che si prende cura dei propri dipendenti, dove le persone che registrano delle buone performance vengono trattate adeguatamente.

A questo punto o avete deciso di prendervi cura della lettera di accompagnamento o siete stanchi di leggere suggerimenti che conoscete già. In entrambi i casi, perdonateci. Settimana prossima alcuni consigli pratici.


In collaborazione con Iocap


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