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Le popolazioni svantaggiate e l’ accesso alle cure
Tossicodipendenti, detenuti, extracomunitari: sono queste le  popolazioni  considerate svantaggiate  nell’ accesso alle cure e dunque nell’ assistenza sanitaria.
Delle tre, la popolazione carceraria è sicuramente la più negletta. Eppure, le prigioni rappresentano uno dei più gravi problemi di sanità pubblica esistenti. Le carceri sono sovraffollate  e, a fronte di una capienza per 44.000 detenuti circa, ne sono ospitati circa 67.000, di questi il 45%  stranieri.
I detenuti in attesa di giudizio sono circa 31.000! I tossicodipendenti sono 15.000 ( più del 27% del totale ). Il 28% della popolazione detenuta ha meno di 30 anni. Se fossero cittadini  italiani sarebbero vaccinati contro l’ Epatite B, una situazione esplosiva che rischia di far fallire il piano vaccinale nazionale; le prigioni sono il  serbatoio ideale per il propagarsi delle epidemie. Si deve lottare per far sicché gli screening siano offerti in maniera congrua anche negli Istituti di pena.
Ecco dunque che tutelare  la salute delle persone nelle carceri è di enorme importanza perchè  senza cure efficaci,  5.200 malati di Epatite B e C  e 2.500 sieropositivi ( probabilmente sottostimati perchè molti rifiutano di effettuare il test anti-Hiv), una volta nuovamente liberi, rappresentano  un pericolo non solo per loro stessi ma per tutta la popolazione.
Il controllo di una così vasta patologia necessita di competenze specialistiche ma anche e soprattutto di grande professionalità e interazione delle figure sanitarie, sia mediche che infermieristiche, che gestiscono quotidianamente i pazienti/ detenuti.

Le altre  popolazioni svantaggiate nell’ accesso alle cure sono i tossicodipendenti e gli extracomunitari.
Per quanto riguarda i primi occorrono servizi dedicati per garantire gli standard uniformi a livello nazionale in modo che i pazienti possano ricevere le cure per le patologie e le infezioni correlate senza preclusioni di accesso. Particolare attenzione andrà posta alle interazioni farmacologiche degli antiretrovirali con la terapia sostitutiva e/o con i farmaci spesso in uso per le comorbidità psichiatriche presenti. E’ dunque necessaria una rete multidisciplinare che coinvolga psichiatri e  infettivologi, assistenti sociali e psicologi, in modo da stabilire  percorsi di cura personalizzati.
Per quanto riguarda le popolazioni extracomunitarie, val la pena ricordare quanto emerso lo scorso anno, a Verona,  in occasione del VI Congresso Europeo di Medicina Tropicale e Salute Internazionale e della I Conferenza Mediterranea di Medicina delle Migrazioni e dei Viaggi.
 I numerosi delegati provenienti da oltre 45 Paesi dei 5 Continenti hanno  stilato una Carta sul Diritto alla Salute inteso come "Diritto umano fondamentale per tutte le persone, indipendentemente dalla loro origine, appartenenza etnica e stato legale". Nella Dichiarazione di Verona gli studiosi hanno espresso, tra l’altro, profonda preoccupazione riguardo alle leggi e alle politiche sull’ immigrazione adottate dai Paesi europei, sottolineando che tutte le politiche ed i regolamenti che mettono in pericolo, direttamente e indirettamente, la vita delle persone e ne ostacolano l’accesso alla salute rappresentano non solo una palese violazione delle convenzioni internazionali sui diritti umani e di quasi tutte le costituzioni nazionali ma anche una minaccia alla salute pubblica. I Governi Europei sono stati dunque sollecitati a sviluppare politiche congiunte sulla migrazione, assicurandosi che non violino i diritti umani fondamentali e, in particolare, il diritto alla Salute.

Di popolazioni svantaggiate e del loro accesso alle cure si parlerà in trasmissione con:

Prof. Gianpiero Carosi
Direttore della Clinica delle Malattie Infettive e Tropicali
Univ. degli Studi di Brescia e Direttore del Dipartimento Infettivi degli Spedali Civili di Brescia

Dott. Antonio Boschini
Infettivologo presso la Comunità di San Patrignano a Coriano in provincia di Rimini

Dott. Issa el Hamad
Dirigente medico del Dipartimento delle Malattie Infettive e Tropicali, Responsabile del Day Hospital e dell’ Unità semplice Patologie del Migrante, Azienda ospedaliera Spedali Civili di Brescia

Dott. Salvatore Casari
Dirigente medico del Dipartimento delle Malattie Infettive e Tropicali. Azienda Ospedaliera Spedali Civili di Brescia




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