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Il Piano Sanitario Nazionale e la Salute degli Italiani
La salute entra con forza nell’agenda sociale e politica con la Carta fondativa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1948, quando essa ne dava per la prima volta una definizione comprensiva come “Stato di completo benessere fisico, psichico e sociale”. Sempre nello stesso anno l’art. 25 della  Dichiarazione dei Diritti Umani approvata dall’ONU così recita: “Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia.”

La salute degli Italiani, ricordiamolo, è tutelata dall’ art. 32 della Costituzione come diritto fondamentale dell’ individuo e interesse della collettività.
Così era nel 1948, quando la Costituzione Italiana è entrata in vigore, così è ancora oggi, nonostante i frequenti casi di Malasanità che si registrano lungo tutto lo Stivale. Il Ministro della Salute Ferruccio Fazio ha appena messo a punto una prima bozza del nuovo Piano Sanitario Nazionale 2010-2012, ora sottoposto al vaglio delle regioni ,che  prevede  tutta una serie di misure di contrasto alle criticità del Sistema Salute Italia che è in evoluzione per i continui cambiamenti. A cominciare da quelli demografici. Di fatto l’ Italia cambia sta cambiando la sua struttura demografica ( sempre più anziani, sempre meno bambini; 20% di ultra 65 contro il 14% dei bambini sotto i 14 anni) ma cambia anche il quadro epidemiologico, dominato ormai soprattutto dalle patologie degli anziani e dunque dalle forme cronico-degenerative.

Le buone notizie  evidenziate  dal nuovo Piano Sanitario Nazionale vengono dal fronte delle malattie cardiovascolari che, nonostante rappresentino la prima causa di morte, indicano un trend decrescente soprattutto per merito della prevenzione primaria (alimentazione e abitudini di vita) alla quale va il merito del 60% del fenomeno di diminuzione del trend, mentre il restante 40% è merito di terapie mirate, soprattutto nei trattamenti per lo scompenso cardiaco e per l’ infarto.

Per quanto riguarda i tumori, che restano la seconda causa di morte, il Piano Sanitario Nazionale registra una divaricazione del fenomeno: da un lato diminuisce la mortalità e dall’altro aumenta l’incidenza, spiegabile con il maggior ricorso alla diagnosi precoce (si scoprono + tumori) e al miglioramento delle terapie ( minor numero di decessi). Due le sfide assistenziali prioritarie: la non autosufficienza e costi per l’ innovazione. I fondi vincolati ( 1,4 miliardi di euro l’ anno ) per i biennio 2010-2012, di fatto affidati alle Regioni per la loro perseguibilità, sono destinati al raggiungimento di  4 obiettivi:


1.    Tutela e cura delle popolazioni più fragili ( disabili e non autosufficienti, psichiatria e dipendenze )
2.    Diffusione cure palliative e terapia del dolore
3.    Equità nell’accesso e nei trattamenti e semplificazione burocratica puntando ai punti unificati di accesso.
4.    Gestione più efficiente delle liste d’ attesa



Altri dati contenuti nel Piano Sanitario Nazionale  riferiscono che  dal 2012 al 2018 si prevede una carenza di medici pari 18.000 unità nel solo Servizio Sanitario Nazionale, che salirebbe a 22 mila considerando anche il privato. ( nei prossimi anni si passerà da 3,7 a 3,5 medici "attivi" per 1.000 abitanti, contro una media europea di 3,1).
In
ogni caso, precisa il Ministero, "non è ancora corretto parlare di "emergenza medici" nel breve periodo, in quanto negli ultimi anni i vincoli finanziari ed il blocco di assunzioni hanno alimentato una sacca di inoccupazione dalla quale il S.S.N. potrebbe attingere per assicurare un adeguato turn-over delle risorse umane. E’ invece necessario che il ricambio generazionale avvenga nell'immediato futuro, anche al fine di garantire un opportuno ed indispensabile trasferimento di competenze ed abilità che solo la pratica clinica può assicurare".


Del nuovo Piano Sanitario Nazionale, delle priorità individuate dallo stesso nei differenti campi della salute e politica sanitaria si parlerà a Panacea con i seguenti relatori:

Prof. Stefano Maria Giulini, direttore della Clinica Chirurgica dell’Univ. degli Studi di Bs e dell’U.O. della terza Chirurgia Generale dell’Azienda Ospedaliera, Spedali Civili di Bs. Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Univ. degli Studi di Brescia;

Prof.Cesare Proto, Presidente nazionale della S.I.C.O.A. (società italiana di cardiologia ospedalità accreditata), Dirigente dell’Unità Operativa Istituto Clinico “S. Anna” di Brescia;

Prof. Massimo Gandolfini, Neurochirurgo, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze della Fondazione Poliambulanza dell’Istituto Ospedaliero di Brescia, Membro della Commissione etica dell’Ordine dei Medici della provincia di Brescia / Presidente dell’“Associazione Scienza e Vita“ alleati per il futuro, Membro del consiglio esecutivo nazionale di “Scienza e Vita“; Dott. Ovidio Brignoli, Vice-presidente della S.I.M.G., Medico di Medicina Generale.




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