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La nostra giovinezza non è solo un capitolo della nostra vita, ma è un’ età dell’ anima ben definita, ben determinata; con una disposizione alla fantasia e una forza di volontà che fa prevalere il coraggio sulla paura e la voglia di avventura all’amore della comodita’ ”. Questo bellissimo pensiero viene da un Anonimo del secolo scorso e ricorda molto da vicino quanto Marco Tullio Cicerone sostiene nel suo De Senectute: “La vita segue un corso ben preciso, arricchisce ogni età di qualità proprie; è per questo che la debolezza dei bambini, la foga dei giovani, la serietà degli adulti, la maturità della vecchiaia, sono caratteristiche del tutto naturali e vanno apprezzate ciascuna a tempo debito…in verità, quando la vecchiaia consente di assolvere gli stessi compiti che si assolverebbero in gioventù, certamente riesce a farlo anche meglio. Non sono nè la forza, nè l’agilità fisica, nè la rapidità che consentono le grandi imprese; sono piuttosto la saggezza, la lungimiranza ed il discernimento. Qualità di cui non solo la vecchiaia non è priva, ma che può ampiamente sfruttare”.

La giovinezza quindi, non è il valore supremo e d’altronte la realtà quotidiana spesso insegna che si può essere vecchi a 20 anni e giovani a 70- 80 anni. Allora, andiamo oltre i termini, i luoghi comuni, le convenzioni e le convinzioni profondamente radicate e, al di là dei paletti e degli inevitabili giri di boa imposti dal tempo che scorre, cerchiamo di capire come gestire la vecchiaia del terzo millennio, con tanti anni in più da vivere, con tanti farmaci in più da prendere ma anche con la nuova consapevolezza di essere padroni di un organo, il cervello, che se opportunamente istruito e sfruttato in tutte le sue infinite potenzialità è la migliore assicurazione che tutti noi possiamo fare sulla nostra vita per viverla bene sino alla fine.

Panacea, in occasione delle festività natalizie, propone ai suoi telespettatori una puntata di dieci anni or sono con la prof. Rita Levi Montalcini e altri illustri ospiti, di un’ attualità sconcertante.

Il prof. Enrico Agabiti Rosei, direttore della Clinica Medica dell’ Università degli Studi di Brescia, commenterà in studio la puntata aggiornandoci su quanto la Scienza medica ha fatto in questi dieci anni per aggiungere non solo anni alla vita, ma vita agli anni. La puntata del Santo Natale si chiuderà con un’ intervista al filosofo Emanuele Severino.

Una trasmissione da gustare dall’ inizio alla fine, seduti comodamente in prima fila, nel tepore delle vostre case.

Buon Natale e Felice Anno Nuovo.



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