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Gli obiettivi del Millennio: work in progress
Quella che segue è un’intervista fatta alla prof.ssa Rita Levi Montalcini nel 2007 al palazzo delle Nazioni Unite, subito dopo il suo intervento sulla  “Violenza di genere e l’istruzione alle donne e ai bambini nei Paesi emergenti” che si concluse con una standing ovation da batticuore. Era  particolarmente felice e soddisfatta la professoressa mentre mi ricordava che i temi appena affrontati facevano parte dei  Millennium Development Goals sottoscritti nel 2000 dai 191 Stati membri delle Nazioni Unite e da raggiungere entro il 2015.

Quali gli altri obbiettivi?

“ Gli scopi del millennio sono otto: dimezzare la povertà estrema e la fame, garantire  l’educazione primaria universale; favorire l’empowerment delle donne e la parità di genere, ridurre del 66% la mortalità infantile; tutelare la salute materna, invertire la diffusione delle malattie in particolare l’Aids, la tbc e la malaria, garantire la sostenibilità ambientale e sviluppare un partenariato globale per lo sviluppo “.
Lei pensa realmente che in questi pochi anni  la fame sparirà dalla faccia della terra? Che tutti i bambini dei Paesi in via di sviluppo potranno accedere all’istruzione primaria? Che la donna non sarà più vittima di violenze d’ogni genere?
“ No, non credo”.
La sua Fondazione è in prima linea  per cercare di  raggiungere gli obiettivi di cui parlava prima. Come?
“ Dal 2001, ho deciso di dedicare tutto ciò che posso alla istruzione delle donne dei Paesi in via di sviluppo che ne vengono private perchè erroneamente ritenute delle incapaci. E ciò non è vero!”.
Perché questa discriminazione di genere?
 “ L’uomo dal punto di vista fisico è sicuramente più forte della donna ma nella società attuale la forza fisica non ha valore alcuno e non ha nulla a che fare con quella mentale. La forza fisica non è un vantaggio; è piuttosto la mancanza di istruzione a creare  la vera differenza, anche nel sesso maschile”.

L’ istruzione alle donne dei Paesi poveri, consentendo loro di entrare nella vita politica e socio-economica del Paese, a quali risultati porterà?
“ Difficile fare della futurologia. La donna essendo più affamata di istruzione, una volta che accede alla stessa, la utilizzerà meglio dell’ uomo perchè la ritiene un privilegio che le è stato negato da sempre. Questo è il fatto!
L’ analfabetismo affligge nel mondo ancora 800 milioni di persone e il 2015 non è poi così lontano...
“ E’ vero ma è altrettanto vero che si sta facendo molto nel mondo per favorire l’istruzione a tutti i livelli e combattere così la povertà, la fame e l’ignoranza. L’istruzione è la chiave dello sviluppo “.

Sulla sostenibilità ambientale, altro importante obiettivo del Milennium, i grandi della terra sono fortemente impegnati a trovare accordi e soluzioni per controllare il cambiamento climatico che è “ comunque solo un aspetto di un più vasto problema causato dall’ insostenibile crescita del mondo ed avrà un impatto sul livello dei mari, sulle riserve idriche e sull’ agricoltura, compromettendo le generazioni future”. Queste e tante altre verità sono emerse dall’ ultimo meeting dei Nobel di Lindau dove un’ intera sessione è stata dedicata alla sostenibilità ambientale e al cambiamento climatico. Bjorn Lomborg, della Business School di Copenaghen, ha ricordato che
l’ impatto economico del cambiamento climatico è dello 0,5% del p.i.l. globale mentre i 3⁄4 della popolazione mondiale vive in condizioni medioevali e ha bisogno di incrementare le proprie risorse di almeno 2 o 3 volte. “ Dove c’è ancora tanta gente che muore di fame o di malaria” ha concluso “ la riduzione delle emissioni dannose non rappresenta certo una priorità».
Mario Molina, Premio Nobel per la Chimica 1995, sostiene che sarà possibile diminuire del 15-30% i danni causati al nostro pianeta dalle alterazioni delle dinamiche oceaniche, dei monsoni e dello scioglimento della calotta polare, a patto di aumentare gli investimenti nelle nuove tecnologie.

«Fondamentale», ha sottolineato  il Nobel «è stabilire un prezzo per il carbone in modo che sia i governi che le multinazionali siano incentivati a ridurre le fonti inquinanti “.
Richard Scrock, Nobel per la Chimica 2005, ha ricordato che ci si dovrebbe attenere ai fatti ed uno di questi è che ogni Paese nel mondo dovrebbe tagliare l’ emissione di CO2 almeno dell’ 80% al fine di evitare che la temperatura aumenti di più di due gradi entro la fine di questo secolo».
Tra il dire e il fare c’è però, come suol dirsi, di mezzo il mare e gli enormi interessi economici della Cina, dell’ India e di altri Paesi emergenti, anche nei gas serra. E così lo scorso dicembre al vertice sul Clima di Cancun non è stato raggiunto un accordo globale soddisfacente e vincolante per ridurre drasticamente le emissioni di gas serra, come da anni ormai chiedono gli scienziati di tutto il mondo. Il ministro inglese all'Energia e il Clima, Chris Huhne, ha ribadito l'impegno europeo per tagli del 30% entro il 2020, contro il 20% attualmente previsto.

Degli obiettivi del Millennio, per quanto concerne la fame nel mondo, l’ istruzione, la sostenibilità ambientale, la mortalità infantile, la salute della donna, la lotta all’ Aids, in una parola, il futuro dell’ uomo e del pianeta terra, si parlerà a Panacea con i seguenti ospiti:

Prof. Rita Levi Montalcini, Nobel per la Medicina 1986
Prof. Emanuele Severino, filosofo
Dott. Giovanni Caprara, giornalista responsabile delle pagine della Scienza del Corriere della Sera
Prof. Sergio Pecorelli, Rettore dell’ Università degli Studi di Brescia, Presidente dell’ A.I.F.A. ( Agenzia Italiana del Farmaco )
Prof. Andrea Poli, direttore scientifico della Nutrition Foundation of Italy  e della Fondazione Italiana per il Cuore
Dott. Mario Pappagallo, scrittore e giornalista del Corriere della Sera



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