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Batti Cinque
C’era una volta l’infanzia, con i suoi giochi. I bambini con il fucile di legno  giocavano a fare la Guerra; le bambine con le bambole, a fare la Mamma.

Sembra ieri ma è passato un secolo e il mondo, nonostante la globalizzazione, è spaccato in due: da una parte ci sono i paesi ricchi, dall’altra quelli poveri che, per umana pietà verso loro e soprattutto noi stessi, chiamiamo emergenti. Da allora molto è cambiato, anche nei giochi dei nostri figli.

Nella metà ricca del mondo i bambini manipolano le play station e mietono vittime e successi in competizioni virtuali mentre le bimbe giocano a fare le Veline; nella metà  povera del mondo molti sono i maschietti che imbracciano armi vere e che spesso muoiono, senza un perchè. E le bimbe? Certo non giocano; marciano invece, chilometri e chilometri nel deserto per andare a prendere l’acqua per la famiglia e lavorano nei campi e allevano i fratellini più piccoli.
Sono questi i bambini e gli adolescenti del terzo millennio, bambini fortemente a rischio di povertà di valori e di povertà materiali, comunque povertà che segnano la loro vita e quella del futuro del mondo. Non possiamo ignorare che queste realtà  sono il risultato di tutto ciò che noi adulti  non abbiamo fatto per tutelarli nei loro diritti fondamentali che, secondo la Convenzione  Internazionale sui Diritti dell’ Infanzia e dell’Adolescenza, sono dieci.

1. Diritto all'eguaglianza senza distinzione o discriminazione di razza, religione,  origine o sesso
2. Diritto ai mezzi che consentono lo sviluppo in modo sano e normale sul piano fisico, intellettuale, morale, spirituale e sociale
3. Diritto ad un nome e ad una nazionalità
4. Diritto ad una alimentazione sana, alloggio e cure mediche
5. Diritto a cure speciali in caso di invalidità
6. Diritto ad amore, comprensione e protezione
7. Diritto all'istruzione gratuita, attività ricreative e divertimento
8. Diritto a soccorso immediato in caso di catastrofi
9. Diritto alla protezione contro qualsiasi forma di negligenza, crudeltà e sfruttamento
10.Diritto alla protezione contro qualsiasi tipo di discriminazione ed il diritto ad un'istruzione in uno spirito d'amicizia fra i popoli, di pace e di fratellanza.

Il 20 novembre 1989  resterà nella storia dei diritti dell’ uomo perché è il giorno in cui è stata approvata dall’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New-York la Convenzione Internazionale sui Diritti dell’ Infanzia e dell’Adolescenza.

Sono trascorsi più di  venti anni da allora ma la strada per garantire tali diritti è ancora lunga ed irta di ostacoli. Nell’ultimo rapporto dell’Unicef, sulla condizione dell’infanzia nel mondo, si rileva che ogni giorno 26 mila bambini con meno di cinque anni muoiono per cause del tutto evitabili. Quasi la metà dei decessi si registrano nell’Africa sub-sahariana. Le cause? Guerre, disastri naturali, Aids, miseria e strutture medico-sanitarie, carenti se non assenti. La malnutrizione è uno dei fattori all’origine del 50% della mortalità tra i bambini più piccoli. Cinque bambini muiono di fame ogni 30 secondi, 17 mila bambini ogni giorno, 6 milioni di bambini ogni anno. Dall’ O.I.L. ( Organizzazione Interna del Lavoro ) arrivano altri dati che non vorremmo mai leggere perché ci dicono che sono circa 6  milioni i bambini coinvolti in attività lavorative forzate o ridotti in semi-schiavitù, 1,8 milioni nel giro della prostituzione e pornografia, 1,2 milioni vittime del traffico di esseri umani che prende le vie più disparate, dallo sfruttamento fino all’ espianto di organi. Gli ultimi dati forniti dall’O.M.S. parlano di almeno 53.000 bambini tra 0 e 17 anni morti assassinati. Altre stime ci informano che, negli ultimi cinque anni,150 milioni di bambine e 73 milioni di bambini sotto i 18 anni sono stati sottoposti a rapporti sessuali forzati o altre forme di violenza. E allora ciò che la Convenzione detta al punto 6 circa il diritto all’amore, alla comprensione ed alla protezione dell’ infanzia e dell’ adolescenza, sembrano solo belle parole prive di ogni senso. Battiamo cinque con tutti i bambini del mondo perché ricomincino a sorridere e a  giocare e perché tutti loro abbiano le stesse opportunità di diventare protagonisti della loro vita. Il futuro del mondo è  nelle loro mani. Non c’è uomo che possa gioire se anche un solo bambino soffre sulla faccia della terra.

Ospiti in studio:
Prof. Fausto Manara, psicoterapeuta e psichiatra
Dott.ssa Margherita Peroni Consigliere Regione Lombardia
Dott.ssa Nunzia Vallini, direttore responsabile di Teletutto
Dott. Fulvio Porta, responsabile del reparto di Oncoematologia Pediatrica e Trapianto di Midollo Osseo.Ospedale dei bambini- Brescia, Presidente della Associazione Italiana di Ematologia-Oncologica Pediatrica




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