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Cervello e cefalee
Anche quest’anno la Settimana del Cervello (Brain Awareness Week) ha preso ufficialmente il via. Per sette giorni, dal 13 al 20 Marzo, i Neuroscienziati di tutto il mondo saranno attivamente coinvolti in questa iniziativa dedicata a sollecitare la pubblica consapevolezza nei confronti della Ricerca sul cervello. Coordinata dalla Dana Alliance for the Brain in Europa, e dalla Dana Alliance for Brain Initiatives negli Stati Uniti, la settimana del Cervello è il frutto di un enorme coordinamento internazionale cui partecipano le Società Neuroscientifiche di tutto il mondo e a cui aderiscono anche la Società Italiana di Neurologia e la European Federation of Neurological Societes.

L’Italia, per la seconda volta, ospiterà l’ International Brain Bee Competition, le Olimpiadi delle Neuroscienze, una competizione a tre livelli ( regionale, nazionale e internazionale)  che mette alla prova la conoscenza degli studenti delle scuole secondarie di II grado nel campo delle Neuroscienze. Ragazzi e ragazze competeranno per stabilire chi ha il “miglior cervello” su argomenti come la memoria, l’intelligenza, lo stress, il sonno, le emozioni, l’invecchiamento, e le malattie del sistema nervoso. Gli esperti sostengono che i giovani, partecipando alle Olimpiadi, saranno più stimolati ad interessarsi alle materie biologiche ed alle Neuroscienze con il risultato di una maggiore conoscenza e rispetto nei confronti della parte più “nobile” del loro corpo, il cervello.

Di fatto, le malattie psichiatriche e neurologiche sono tra le più invalidanti per l’uomo, con un impatto, in termini di morbilità, invalidità e mortalità, paragonabili a quello delle malattie oncologiche e cardio-vascolari. I costi umani, sociali ed economici di tali malattie sono molto elevati ed hanno una grave ricaduta sulla collettività. Tra le malattie invalidanti che colpiscono il Cervello, le cefalee occupano un posto di rilevante importanza e interessano uomini, donne ed anche bambini. Le donne sono quelle più penalizzate e, in Italia, rappresentano il 65% dei 7 milioni di persone adulte che soffrono di emicrania, contro il 35% degli uomini. Pare che la differenza risieda negli ormoni perchè le crisi di emicrania si manifestano per lo più nel periodo pre-mestruale e/o mestruale con dolore pulsante localizzato ad un lato della testa che può durare ore o anche giorni. Questo sintomo costringe chi ne soffre ad interrompere l’attività lavorativa ed ad isolarsi in luoghi silenziosi e bui, lontano da ogni genere di stimolo. Talvolta il dolore è preceduto dall’aura con comparsa di disturbi visivi come lampi di luce, linee a zig-zag, macchie scure, difficoltà nel mettere a fuoco le immagini. Ma cos’è che succede nel cervello di chi soffre di cefalea e quali fattori determinano l’insorgenza di questa  malattia recentemente riconosciuta dalla regione Lombardia causa di invalidità civile? La persona che soffre di “ mal di testa “ è sempre sovraeccitata, vive in uno stato di allerta continuo ed entra in cortocircuito al minimo stimolo. Proprio come un motore su di giri che consuma troppo e che, a un certo punto, va in tilt. Anche il più piccolo cambiamento di abitudini, persino i ritmi più rilassati del fine settimana, possono trasformarsi in un inferno, scatenando quella che gli esperti chiamano “ cefalea da week-end”. E’ questa la fotografia del cervello psichico di chi soffre di emicrania. Quello che invece oggi le nuove tecniche di neuroimaging hanno permesso di evidenziare è ben diverso e di importanza strategica da un punto di vista etiopatogenetico e quindi terapeutico. Infatti, mentre una volta si parlava di cefalee vasomotorie, dunque di malattie primitivamente d’ origine vascolare, oggi  la neuroradiologia  restituisce l’ emicrania alla competenza della Neurologia. Questo passaggio si è rivelato cruciale perchè ha permesso alla Farmacologia di fare il suo percorso su un terreno minato da mille cause e da mille sintomi e di arrivare ad individuare molecole specifiche ad azione selettiva sui circuiti cerebrali che regolano il dolore, mettendo per la prima volta a disposizione di pazienti e medici, farmaci innovativi ad alta efficacia e sicurezza. Bando dunque alle storie millenarie che ci riportano ai miti (la mitologia racconta che Minerva sia nata dalla testa di Giove durante un attacco di feroce emicrania ) ma anche a vicende terrene di strategie terapeutiche a dir poco fantasiose quali quelle che prevedevano la perforazione del cranio per fare uscire demoni e spiriti maligni responsabili di tanto male. La moderna farmacologia offre un ventaglio terapeutico da poter modulare sul singolo paziente, caso per caso, ridando così ai milioni di persone che soffrono di questo male “intelligente “, una qualità di vita da tempo dimenticata.

Delle novità maturate in questi ultimi anni circa la cura delle cefalee e delle Olimpiadi delle Neuroscienze si parlerà a Panacea con i seguenti relatori:

Prof. Fabio Frediani, direttore dell’ U.O.C. di Neurologia, Stroke-Unit e del Centro Cefalee dell’ Azienda Ospedaliera “ Ospedale San Carlo Borromeo “ di Milano, membro fondatore dell’ ANIRCEF (Associazione  Neuroligica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee ), membro della International Headhake Society.

Prof. Alessandro Padovani direttore della Clinica Neurologica dell' Univ. degli studi di Bs.

Prof. Marina Pizzi, Prof. Associato di Farmacologia, dipartimento di Scienze biomediche e biotecnologiche, Universita´degli studi di Brescia

Dott. Mario Pappagallo, giornalista medico-scientifico del Corriere della Sera




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