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Domotica e Telemedicina al servizio della disabilità

“Niente su di noi senza di noi “ questo il motto dell’ Anno Europeo 2003 delle Persone con Disabilità  organizzato con l’ obiettivo sia di  aumentare la consapevolezza dei cittadini europei nei riguardi della disabilità che di vedere riconosciuti i pari diritti per le persone con disabilità.

Quante sono oggi le persone disabili nel mondo, in Europa, nel nostro Paese?
Secondo stime ufficiali le persone disabili al mondo sono circa 650 milioni, quelle che vivono negli Stati dell’ U.E. sono circa 38 milioni ( pari al 10% dell’ intera popolazione). In Italia, secondo dati ISTAT, i disabili sono circa 6 milioni e 500 mila ( 11% della popolazione italiana); dati questi che non includono le persone che vivono in Istituti ( circa 191 mila anziani ) e i bambini sotto i 6 anni di età ( 45 mila 300 bambini ). I bambini e gli anziani insieme costituiscono quella fascia di popolazione che, per mancata acquisizione ( bambini ) o perdita fisiologica ( anziani ) delle ordinarie abilità, viene considerata “disabile”, sia pure con le  diverse sfumature. Esistono poi altri livelli di disabilità che possono essere ricondotti alle seguenti categorie:

Confinamento individuale
Difficoltà nelle funzioni
Difficoltà nei movimenti
Difficoltà vista, udito, parola

La più grave forma di disabilità è rappresentata dal confinamento, che implica la costrizione permanente in un letto o su una sedia con livelli di autonomia nel movimento pressoché nulli.
In Italia sono circa 80.000 le persone, di età compresa fra i 6 e i 75 anni, che risultano confinate individualmente o che hanno gravi difficoltà motorie dovute a patologie invalidanti e a traumi che hanno portato a stati di para e tetraplegia.

Come definire oggi la disabilità?
Secondo l’ O.M.S. la disabilità è “ la conseguenza o il risultato di una complessa relazione tra la condizione di salute di un individuo e i fattori personali e i fattori ambientali che rappresentano le circostanze in cui l’individuo vive “ ( OMS 2002 ).In poche righe sono contenuti concetti rivoluzionari che introducono un nuovo modo di intendere la disabilità che dunque non rappresenta più una condizione clinica a se stante e isolata dal resto del mondo, bensì una realtà interattiva che si interfaccia e modula con quella circostante, generando quello che viene definito il modello bio-psico-sociale dell disabilità.  
                                                                                                                                                               Il dott. Giampiero Emilio Aristide Griffo, rappresentante del Consiglio Nazionale sulla Disabilità presso l’ European Disability Forum, sul 1° capitolo del libro “ ICF (classificazione internazionale del funzionamento) e Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità “ così scrive: “La consapevolezza nuova che la disabilità è una condizione ordinaria che ogni essere umano vivrà nel corso della propria esistenza impone alla società di tenerne conto in tutti i processi di sviluppo e di organizzazione sociale”. La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità è stata approvata a New-York il 13 Dicembre 2006  con lo scopo di combattere ostacoli, barriere, pregiudizi, garantendo un’eguale ed effettiva protezione legale contro ogni genere di discriminazione, definendo una nuova politica per le persone con disabilità basata sulla tutela dei diritti umani.

Insomma il disabile del terzo millennio non è più una persona sola e isolata con la sua famiglia ma, grazie anche  ai grandi progressi della tecnologia, può vivere la sua vita da protagonista: a casa come sul lavoro,  nella sua città come nel mondo intero.
E, soprattutto, in mezzo alla gente. A tutta la gente.
La legislazione nazionale e  internazionale tutela i diritti dei disabili come fondamentali diritti umani ( e pare sin assurdo scriverlo ) e al loro servizio si pongono anche la Domotica ( domus-casa ) e la Telemedicina.
Adattare le abitazioni ed i luoghi di lavoro in funzione di particolari esigenze, utilizzando ausili tecnologici e automatizzando i servizi è un criterio da rispettare in ogni intervento edilizio  per facilitare l’utilizzo delle capacità residue del disabile ( motorie, intellettive, sensoriali etc.). In un ambiente domotizzato i movimenti della persona sono sorvegliati 24 ore su 24. Un sensore ad esempio rileverà che la persona non è più sdraiata ma che si sta alzando dal letto e la luce si accenderà automaticamente così come la porta scorrevole della camera si aprirà. Le soluzioni che la domotica propone a favore degli anziani e dei disabili sono di sicura e provata utilità ed efficacia a patto però che siano conosciute, comprese e, soprattutto, accettate dall’utente finale. Per i molteplici servizi socio-sanitari-assistenziali a distanza, nati grazie al recente sviluppo delle telecomunicazioni, vale lo stesso discorso. Perché, posto che i tele-servizi, dalla telemedicina al telesoccorso, hanno risolto i gravi problemi legati all’ assistenza sul territorio di pazienti critici e cronici, questo non vuol dire che essi debbano sostituire i rapporti interpersonali e le relazioni sociali. Nell’ era della Sanità super-informatizzata e super-tecnologica, il rapporto umano medico- paziente, infermiere-paziente va promosso e tutelato come il più valido ed efficace degli ausili e delle cure.

Di domotica e telemedicina al servizio della disabilità si parlerà in trasmissione con i seguenti relatori:

dott. Carmelo Scarcella

Direttore Generale A.S.L. Brescia

dott.ssa Simonetta Scalvini
direttore scientifico dell’ I.R.C.S.S. “ Fondazione Salvatore Maugeri “ e responsabile del servizio autonomo di Telemedicina

dott. Giovanni Caprara
giornalista, responsabile della redazione scientifica del Corrire della Sera

dott. Angelo Rossi
medico di Medicina Generale, segretario provinciale della F.I.M.M.G. ( federazione italiana medici di medicina generale )

Intervista in esterni al
dott. Antonio Malafarina, giornalista, testimonial




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